Pensieri e commenti

by Autori Vari

Ogni articolo del blog nasce per stimolare riflessioni. Molti lettori, dopo aver letto, sentono il desiderio di condividere impressioni, emozioni o pensieri. In questa sezione raccogliamo le loro parole: è qui che le esperienze si incontrano, le idee si ascoltano e le prospettive si arricchiscono.

Preghiera

Un pensiero e una preghiera per chi non è più tra noi, ma vive eternamente nel cuore di Dio.


Commento

A proposito del desiderare, mi ha sempre commosso la postura dei desiderantes del "De bello gallico" di Cesare. Questo aspettare, sotto il cielo stellato, il ritorno dei compagni dal campo di battaglia, presuppone una veglia motivata da un desiderio profondo capace di tenere desti.
Non possono non venirmi alla mente le parole di Gesù che chiedeva ai suoi di vegliare con lui nell'ora più dura. Saper stare accanto all'altro, attenderlo nel " buio della notte" mossi dalla forza del desiderio, può diventare allora un richiamo profondo che intercetta il suo bisogno di essere atteso, visto, compreso, accolto.


Riflessione

Siamo tutti esseri limitati, non serve negarlo. La negazione del limite porta a creare ridicole maschere che pretenderebbero di camuffare le nostre fragilità. Quando ammettiamo i nostri limiti, ecco che entriamo nel mondo della condivisione e dell'empatia che ci fa sentire tutti un po 'più simili, tutti un po' meno "stranieri ", tutti "sulla stessa barca".


Riflessione

Gesù, nel Vangelo di oggi (Lc 12,49-53) dice di portare il fuoco sulla terra: il fuoco ardente capace di bruciare le ipocrisie di un cristianesimo tiepido che non difende chi è debole, che nonsa scegliere il bene perché il bene è responsabilità e non il quieto vivacchiare. Gesù dice che porterà divisione sulla terra, così come il Padre divide la terra ferma dalle acque, così noi dobbiamo separarci, emanciparci, per scoprire chi siamo oltre i confini del "focolare domestico". Ogni crescita comporta un lasciare, con gratitudine, ciò che è stato per percorrere la via ignota di quello che saremo, poiché ciò che resta immobile, muore in vita.


Riflessione

Tutto vive in relazione. Se guardiamo al mondo delle particelle subatomiche si vede, ci dicono gli scienziati, che tutto è relazione. Noi non nasciamo soli, ma in relazione con nostra madre, già nel suo ventre. La fisica deterministica ci parla di fenomeni riproducibili e tutto ciò può portare rassicurazione, poiché "i conti tornano", ma la fisica quantistica apre una porta su fenomeni che gli scienziati stessi non riescono a comprendere. Non si comprende, ad esempio, perché un fotone si comporti da particella in certi casi e in onda in tati altri, come se, come postula Faggin, ci fosse un "libero arbitrio" in queste parti subatomiche. Questa è stata una grande rivoluzione nella scienza.
Faggin parla di una coscienza che viene prima dei corpi e non viceversa; parla del fatto che la coscienza è personale perché ognuno fa esperienza dentro di sé, ma tale esperienza non si può tradotte in parole. Le parole non potranno mai dire l'esperienza, perché l'esperienza supera qualsiasi parola. Mi torna in mente il grande Pirandello che parlava dell'incapacità di comunicare in quanto le parole sono come scatole neutre che ognuno di noi riempie, e colora con i suoi vissuti personali. Insomma per Pirandello spesso si fanno discorsi fra sordi, con tutte le conseguenze, a catena, del caso. Da ragazzina immaginavo di trovarmi lontana chilometri dal pianeta terra e di essere viva, cosciente, presente... una coscienza che rimane prima e dopo la morte del corpo fisico. Per la coscienza il temo non esiste. Il tempo esiste solo nella vita terrena. Forse che "il senza tempo" mi volesse indicare che tutto prima è coscienza e poi materializzazione?


Riflessione

Indossare la veste bianca è avere un cuore aperto, sincero, pulito, pronto ad accogliere lo Spirito divino che salva, che include, che crea ponti d'amore. Quando chiudiamo il cuore ci condanniamo alla solitudine, ci autoescludiamo dal banchetto divino che è festa per tutti, buoni e cattivi . Il Signore ci ama tutti così come siamo e ci invita a celebrare la sua gioia senza tempo.


Preghiera

Grazie Signore per il pensiero, per l'intelligenza e per il cuore, senza dei quali non potrei esprimerti la mia gratitudine, Dio del cielo e della terra. Amen


Riflessione

Gesù ci insegna il succo essenziale della preghiera: il Padre nostro. Il Padre nostro non è una preghiera autocentrata, ma è un consegnarsi alla volontà del Signore nella fiducia che Lui sa. È una preghiera di lode rivolta a Colui che agisce per il nostro bene.


Riflessione

Il Vangelo odierno (Lc 10,38-42) ci conduce a prendere coscienza di quello che è veramente importante, di ciò che realmente conta nelle nostre vite. Gesù ci indica di non affannarsi per questo e per quello, ma di riporre fiducia il Lui e Lui, con misericordia, ci solleverà dalle ansie, dalle preoccupazioni che rischiano di annebbiare il nostro orizzonte e rendererci individui disperarati e disperanti. Il Signore ci indica di assumere l'atteggiamento di Maria che si pone in ascolto: un ascolto che la libera dalle ansie da prestazione e la pone nel cuore pulsante della vita vivente.
Lasciamo a Dio quello che è di Dio e occupiamoci di rispondere con fiducia a quello che Lui anela per noi: essere disposti ad aprire il cuore per sintonizzarci su quello che realmente conta: liberarci dall'ansia e porci in ascolto di ciò che Lui ci chiede, per il nostro e l'altrui bene. Dio non ci chiede di risolvere tutti i problemi del mondo, ci chiede di tenere l'orecchio teso ad ascoltare la sua parola che è vita vivente e ci libera dal male oscuro.


Riflessione

Essere "esperti di parole", conoscere a memoria ogni passo della Bibbia non servirà a salvarci se non proviamo compassione per il nostro prossimo. Amare il nostro prossimo può voler dire "non passare oltre...", saperci fermare per dare aiuto, per prestare ascolto. Solo chi sa vedere nella fragilità dell'altro la propria, solo chi sa vedere nell'altro, bisognoso, il Signore, avrà salva la propria vita nell'eterno presente.


Preghiera

Discernimento: di questo abbiamo estremamente bisogno in questo momento nel quale siamo letteralmente immersi in un mondo saturo di informazioni sempre nuove, vie spirituali sempre più promettenti. Ognuno di noi dovrebbe poter seguire la propria vocazione, nutrita dai propri talenti. Il fine ultimo è imparare ad amare, e ancora imparare ad amare. Questo è l'unico vero comandamento che contiene in sé tutti gli antri. Comandamento come strumento, mezzo di salvezza e non come costrizione, come chiusura, come impedimento a.... E allora, Signore aiutaci a crescere nel comprendere la tua via che è via che salva dai mali dentro e fuori di noi. Amen


Riflessione

Gesù, nel Vangelo di oggi (Lc 10, 1-12) ci invita, fra le altre cose, a "non passare da una casa all'altra". Ci indica il segreto per un vivere pieno che non si nutre di un continuo vagare, come anime in pena, ma di un sostare nella nostra quotidianità che può diventare il luogo dell'incontro con Lui.


Riflessione

Mi piace la gente che sa ascoltare
il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto
con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza,
lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore. (Alda Merini)
Ah! Alda Merini... una sensibilità che accarezza, travolge, conduce al cuore della vita... attraverso la sofferenza e la pazzia ha capito ciò che è essenziale e necessario nella vita.


Preghiera

Aiutaci Signore a crescere nella fede in Te, l'uno che, attraverso varie vie, ci raggiunge se teniamo aperta la porta del cuore. Amen


Riflessione

Gesù scorge Natanaele sotto l'albero di fichi. Scorge il lui il cuore, un cuore sincero. Se ci mettiamo in relazione con il Signore, ecco che Lui ci riconosce e risponde alle nostre domande attraverso le parole vive del Vangelo. Se Gli saremo fedeli, si spalancheranno le porte sul mondo dell'invisibile. Gli angeli e gli arcangeli do Dio ci aiuteranno nel nostro percorso di fede.


Riflessione

Ecco che nasce una discussione fra i discepoli di Gesù, su chi fosse il più grande fra di loro. Gesù prende un bambino fra le sue braccia e dice loro: "chi accoglie questo bambino accoglie me e chi accoglie me accoglie il Padre". E ancora: "il più piccolo tra di voi è il più grande". Questo a dire che, chi si salva, non sarà chi si sente il più buono, quello/la che assiste a tutte le messe, quello che farà il bene per farsi notare e quindi amare. Salvato sarà colui che saprà farsi piccolo, che passerà quasi inosservato, ma il Signore Dio, nostro Padre, nostro Fratello, nostro Amico, vedrà nel suo cuore e ne contemplerà la sincerità. Gesù ci dice ancora che chi opera per il bene di tutti, anche se non fa parte della nostra cerchia religiosa, è benedetto dal Signore. Gesù ci dice, ogni giorno che il segreto della salvezza è l'Amore.


Preghiera

Aiutaci Signore a percepirti nei nostri silenzi che si fanno concavi per meglio accoglierti e farsi carne nel nostro quotidiano vivere. Amen


Riflessione

Gesù si allontana per pregare, per meditare fuori dal chiasso della folla. Rivolgendosi poi ai suoi , disse: "le folle, chi dicono chi io sia?". Rispondono: "Alcuni dicono che sei il Battista, altri che sei Elia, altri ancora che sei un'antico profeta risorto". La risposta riportata dagli apostoli sembra nuotare nella vaghezza, nell'incertezza e si arrena sul già visto, sul già sentito. Non si pongono nella postura di accogliere la novità, ovvero Colui di cui hanno parlato i profeti e che è venuto per dare conferma ai loro proclami, il Cristo di Dio. Aggiunge Gesù: "verrò condannato, ucciso per volontà dei capi religiosi e risorgerò".
E noi, cosa pensiamo noi? Gesù non ci ha promesso una vita senza inciampi. Le malattie spuntano come funghi, i conflitti aumentano e si allargano, le depressioni falciano gran parte dell'umanità. Vi scrive una persona che ha sofferto molto per alcune malattie importanti, per certo periodi, invalidanti. La malattia ti fa scendere di molti gradini falsamente dorati e ti fa giungere all'essenziale, a quello che davvero conta in questa in questa vita. Il mio percorso è stato un approfondire sempre di più, un guardare alla mia vita come ad un miracolo, con tutto quello che la circondava: lo stupore innanzi ad un cielo trapuntato di stelle non mi ha mai abbandonato e mi ha sempre aiutato a percepire l'"Oltre che respira in mezzo a noi e nel contempo fuori di noi , nell'immenso che Lui è".


Riflessione

Il tetrarca Erode sente parlare di certi avvenimenti e prova curiosità. Gesù si fa notare fra le genti e molti portano ad Erode la notizia della sua presenza forte, autorevole. Erode si perde nei suoi pensieri, nelle sue farneticazioni. Dice, fra sé e sé: "Sarà colui Giovanni Risorto? Sarà Elia, sarà uno degli antichi profeti tornato in vita?". Erode non contempla il nuovo, colui di cui hanno parlato Giovanni e gli antichi profeti. Erode guarda al passato ed è cieco sul presente eterno, sulla novità che è il Cristo, figlio del Dio vivente. Erode vorrebbe incontrare Gesù, ma non per un nobile motivo, ma solo per curiosità. Oggi verrebbero sguinzagliati giornalisti per prendere visione del nuovo fenomeno. Gesù non è il fenomeno del momento destinato ad evaporare in breve tempo. Gesù è colui che è venuto e sempre viene per illuminare le nostre vite sull'importanza dell'amore, quello vero, non quello sdolcinato da 'baci perugina', ma una forza che smuove le montagne.


Preghiera

Che il Signore che è sempre presente nelle nostre vite ci dia la forza di una visione che trascenda le cose di questo mondo per farlo vivere e agire nelle nostre vite. Amen


Riflessione

Gesù, nel Vangelo di oggi (Lc 9,1-6) convoca i 12 da loro potere sui demoni, ovvero sulle forze del peccato che minano la vita sino a distruggerla. Il Signore ammonisce i suoi di non portare nulla con sé, ma solo l'indispensabile che è la Parola enunciata nel Vangelo e che proclama la venuta del regno di Dio. Dio sempre viene per chi, consapevole del male che lo può animare, si renda conto che solo Dio salva veramente. Il Signore ci guarisce dai nostri personali mali se nutriamo fede in Lui, che per primo ci ha amati e ci ama in questo eterno presente. Gesù ci ha indicato e ci indica la via per liberarci dagli orpelli che la rendono schiava e dunque misera. Lasciamo i mantelli delle nostre illusorie sicurezze e affidiamoci a Colui che solo può e vuole salvarci dai mali dentro e fuori di noi. Se affidiamo il nostri cuori al Signore, troveremo la vera salvezza già qua, in questo mondo che non è il suo mondo, ma è il mondo che, attraverso la sua grazia, ci può far scorgere "il buco nella rete, il nodo da disbrogliare che ci metterà nel mezzo di una verità" (Montale), la Sua.


Riflessione

Temiamo il mare aperto preferendo il porto quiete. Quanti naufragi hanno visto e sentito la paura del "largo", del sentirsi andare alla deriva, del sentirsi persi senza punti di riferimento. "e il naufragar m’è dolce in questo mare…" (G.Leopardi)


Riflessione

Chi ha molto amato riceverà molto, anzi parlerei al presente: chi ama possiede già in sè la forza del sentimento che prova e vive. Che il Signore che ci ama per primo sia l'esempio vivente delle nostre giornate.


Preghiera

Il Vangelo di Luca ci porta oggi a prendere visione delle 'travi' che attraversano la nostra vita e trafiggendola la colorano delle nostre fragilità, spesso da noi occultate. Gesù, che non è un moralista, si prende cura di noi e ci porta la lieta notizia del regno di Dio. Ci dice di guardare prima alle nostre fragilità, alle nostre problematiche interne e poi, solo poi, ad accompagnare gli altri a prendere coscienza delle proprie. Chi non ha coscienza di sé può diventare spietato con le debolezze altrui. Il Signore, invece, opera con misericordia e ci dice di emularlo.
Signore, aiutaci a prendere visione, con la mente e con il cuore delle nostre "travi" di modo che, liberati da esse, possiamo aiutare gli altri con la tua misericordia. Amen


Preghiera

Aiutaci Signore ad avere maggiore consapevolezza di quello che mettiamo in campo, delle dinamiche che agiamo, spesso a nostra insaputa, che ci portano alle cecità verso il nostro operato e a mettere sotto una lente giudicante l'operato dei nostri fratelli e sorelle.


Riflessione

Il Signore è infinita misericordia e ce la offre a piene mani. Il Signore è felice se sappiamo donare un po' del suo amore per misericordia e non come atto sacrificale. Addirittura alza l'asticella chiedendoci di amare i nostri nemici, di pregare per loro. In fondo, Gesù ci chiede di ammettere le nostre insufficienze e, rispecchiandoci nell'altro, di perdonarci e di perdonare.


Preghiera

Non possiamo dimenticare che viviamo un tempo grondante di difficoltà, di paure che non fanno che anelare a prigioni. Che il Signore ci aiuti a liberarci dall'angoscia che permea il nostro tempo.


Riflessione

Luchino Visconti mette in scena il celebre romanzo 'morte a Venezia' di Thomas Mann. La lente viene puntata sulla "via maestra", come adesione alla vita conversazione, alle norme sociali, 'la salute morale" che trova il consenso della maggioranza. Il punto è: sappiamo rifiutare la banalità della strada maestra? Sappiamo dire no alla comodità di appartenere al branco in favore del rischioso dispiegamento della nostra vita altrimenti soffocata da adesioni a sistemi, mentali e non,che la mortificano? Ci spaventa prendere il largo col rischio di ritrovarci soli? "La verità vi renderà liberi", dice il Signore ad ognuno di noi. Se rinunciamo alla "verità" per paura di essere abbandonati, allora abbiamo perso la partita... perché ci siamo già abbandonati da soli.


Riflessione

Il Vangelo di Luca, ci conduce, oggi, ad entrare nel profondo della nostra vita. Una vita che si ritiene insufficiente, in una qualche forma, è una vita che può essere spinta alla ricerca di quello che veramente conta. Una vita che non si accende, una vita che non si mette in cammino, non è vita, ma è un sopravvivere che si accascia su se stesso. Il vuoto interiore, la depressione, spesso ci richiama al bisogno fondamentale di aprirci a ciò che conta davvero. Spesso tamponiamo il nostro "male di vivere" con facili contentini che il mondo odierno ci mette a disposizione. L'accesso ad essi è facile, ma il nostro vuoto interiore si fa sempre più abissale. Ci accasciamo su una "non vita" grigia, triste, banale. Gesù ci ammonisce con vari "guai a voi..." non spinto dallo spauracchio che vorrebbe spaventarci, ma spinto dall'Amore che lo anima e che Lui è.


Preghiera

Il Signore desidera il nostro bene, la nostra gioia. Aiutaci Signore a saper discernere la via che porta alla vera gioia, la via che ci conduce a Te e saremo saziati con il Pane della Vita. Amen


Preghiera

Aiutaci Signore a comprendere che non è il conoscere la legge dell'amore a salvarci, ma il mettere in movimento ciò che in noi è "paralizzato, morto, cieco, sordo" per vivere nell'amore che Tu ci hai insegnato. Amen


Riflessione

Nelle ore in cui il sonno mi abbandona ad una mente che esige presenza, ecco che mi giungono le parole, che sanno dare una lettura convincente alla parola Grazia: "non ci si salva attraverso la legge, non attraverso il sacrificio (smettetela di fare sacrifici, voglio misericordia), ma ci si salva attraverso la nuova legge di Gesù che ci dice che il vero adempimento è imparare ad amare. Non esige, tale legge, il sacrificarsi per aspettare un risarcimento, ma imparare ad amare è in sé ciò che salva. La grazia è un'incontro che ci offre un'occasione immeritata: dare forma nuova alla nostra vita. Il peccato non ha a che fare con la trasgressione alla legge, ma con il mancare un'occasione.
La grazia è un'esperienza di visitazione, l'amore è decentramento dal mio essere narcisistico per ritrovare un'altra luce.
Gli operai dell'ultima ora non vengono retribuiti per il loro sacrificio, è la risposta alla chiamata che salva. Credere nella grazia della chiamata e dare risposta ad essa, è fede. Una legge senza grazia, senza perdono è una legge spietata. Una legge che non sa fare "eccezione", è inumana. Gesù non obbedisce alla legge del sacrificio perché si dona gratuitamente a noi. La croce, nella logica dell'amore, non è sacrificio, ma un donarsi per amore".


Riflessione

Quando ci liberiamo dalle nostre personali difese e ci affidiamo completamente, allora, il vero miracolo si compie...


Preghiera

Signore, aiutaci ad avere la forza ed il coraggio per aprire le porte dei nostri personali abissi e, risanati dal tuo Santo Spirito, risaliremo fiduciosi alla Luce benevola di una nuova alba. Amen


Commento

Nel Vangelo di oggi (Luca 4,31-37), Gesù scende a Cafarnao incontrando lo stupore di chi lo stava ad ascoltare, poiché parlava con autorità e addirittura liberava l'indemoniato dallo spirito impuro. Spesso il Signore ci invita a non aver paura. Perché dovremmo temere Colui che viene a portare la luce nel mondo, nelle nostre vite corrose da parassiti psico-spirituali? Gesù è venuto, e sempre viene, per liberarci dalle catene del male che ci opprime ma noi, spesso, temiamo "la Luce " perché potrebbe illuminare ciò che ci spaventa. Come dice Basaglia: "è tempo di fare qualcosa con il buio".


Commento

Grazie! Nel tuo ultimo post mi hai fatto sorridere e hai saputo accendere anche la mia ironia latente. Devo dirti, fraternamente, che l'insonnia è compagna quasi assidua delle mie notti. Come dici tu, ci sono insonnie benedette che ci catturano quando la realtà è più bella del sogno e ci sono insonnie dovute alla mente ruminante, vagabonda.. che non trova un giaciglio sul quale lasciarsi andare al riposo. Porto con me il ricordo di certe notti magiche: il cielo trapuntato di stelle, la luna splendente nel cielo limpido ed io, bambina, con il naso all'insù a ringraziare il Signore per farmi parte di tanta meraviglia. Grazie


Riflessione

Mi capita di frequentare la parrocchia di Sant'Anna che apprezzo molto per la sua vitalità, grazie a lei don Aurelio, a don Jacopo e altri che presenziano e partecipano con il "giusto" spirito. Domenica scorsa ho portato a casa "Il Sant'Anna" per leggere con calma il suo articolo ( Leggi l'articolo ). Il modo di comunicare e ascoltare (o non farlo) è alla base di ogni tipo di rapporto e non credo si possa esagerarne la sua importanza, soprattutto oggi quando si fa tutto troppo di corsa, si scelgono male le parole, ci si offende per niente e l'attenzione verso l'altro è spesso ridotta al minimo. Le sue parole mi hanno fatto riflettere a lungo su questo tema e le condividerò con altri quando mi si presenterà l'occasione di affrontare l'argomento. Grazie!


Preghiera

Quando il desiderio dell'incontro con il Signore ci anima e ci fa trovare pronti con la luce del cuore accesa, ecco che, improvvisamente, Lui appare. La nostra perseveranza, alimentata dalla luce delle fede nell'Altissimo, ci premia e ci fa entrare nella dimensione dell'incontro con Lui, ed è subito festa. Che il Signore ci aiuti a tenere accesa la lanterna del cuore "nell'ora che è adesso". Amen


Preghiera

Signore, aiutaci a tenere desto il cuore per agire prontamente nelle questioni importanti che la via ci chiama ad assolvere. Amen


Riflessione

Gesù ci ammonisce, perché ci ha a cuore, di stare attenti, di tenerci pronti a rispondere a chi bussa alla nostra porta in cerca del nostro aiuto, di essere pronti a prestare ascolto al discorso di un amico, a dare sostegno a chi ha bisogno, non solo di pane, ma di una parola di conforto, perché se procrastiniamo, potremmo arrivare tardi "all'appuntamento col Signore", rappresentato dai nostri fratelli/sorelle. "Là sarà pianto e stridore di denti". Se aspettiamo di sistemare prima tutte le nostre cose, potremmo arrivare tardi e il senso di colpa, come un tarlo, potrebbe roderci la vita. Gesù, che ci ama, ci avverte di stare attenti, di stare pronti perché procrastinare ci potrebbe portare a pentirci quando è oramai troppo tardi per porre un rimedio.


Riflessione

La natura ci ha organizzati per relazionarci. Quando per vari motivi, ci isoliamo nell'incapacità di comunicare, ecco che si rompono certi ingranaggi e ci ammaliamo. Ci chiudiamo alla vita, con tutte le conseguenze del caso.
In questo stato di cose, c'è un grande bisogno di ascolto che, se evaso, può portare a derive pericolose. Ascoltare l'altro presuppone il saper fare silenzio dentro e fuori di sé. Creare un silenzio accogliente che sa attendere il discorso dell'altro. Al contempo è necessario ascoltare se stessi per riconoscere le emozioni e sentimenti che ci suscita il nostro interlocutore per evitare chiusure difensive. La chiusura alla relazione crea il terreno fertile per essere catturati da meccanismi (dipendenze varie) che ci portano all'annichilimento e all'autodistruzione. Abbiamo una grande responsabilità verso le nuove generazioni, pensiamoci.


Preghiera

Signore, aiutaci ad avere aperta la porta del cuore perché, il tuo Santo Spirito, trovi dimora nei nostri cuori e perché, "scompaginando le pagine del nostro libro", ci riporti a te che fai nuove tutte le cose "nel tempo che è adesso ".


Riflessione

Il Signore ci riconosce, uno ad uno e ci raggiunge nella vita di tutti i giorni, magari quando sonnecchiamo all'ombra "dell'albero di fichi". Quando abbiamo già la risposta pronta ecco che chiudiamo la porta e, a causa dei nostri pregiudizi, della nostra supposizione di sapere già, non scorgiamo lo sguardo del Signore su di noi, proprio su di noi. Chi l'avrebbe mai detto? Lasciamoci sorprendere dall'inaspettato, lasciamo libero il cuore per poter scoprire che il Signore può giungere da ogni parte, da ogni situazione, da ogni persona.


Riflessione

"Chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli?" Spesso, per motivi diversi, pensiamo di essere "nella cerchia del Signore". Pensiamo che, siccome preghiamo tanto, facciamo parte di un certo ordine religioso, di un certo ordine mentale. Allora possiamo rivendicare dei diritti nei confronti dell'Altissimo, dimenticandoci che il vero donarsi è, per sua natura, gratuito. Il Signore, che ci ama in modo incondizionato, sa aspettare, senza fretta, che noi cresciamo sempre più nella consapevolezza di cosa possa voler dire Amare. Spesso ci raccontiamo la storia di essere autosufficienti, dimenticandoci che "il tralcio senza la vigna, curata dal vignaiolo, muore".


Preghiera

Signore, aiutaci a vuotarci di tutte le sovrastrutture che ci allontanano da Te. Signore, aiutaci a "farci concavi" per accoglierti nei nostri cuori e farti fiorire nelle nostre vite. Amen


Riflessione

"chi è mia madre? Chi sono i miei fratelli?" Spesso, per motivi diversi, pensiamo di essere "nella cerchia del Signore". Pensiamo che, siccome preghiamo tanto, facciamo parte di un certo ordine religioso, di un certo ordine mentale, allora possiamo rivendicare dei diritti nei confronti dell'Altissimo, dimenticandoci che il vero donarsi è, per sua natura, gratuito. Il Signore, che ci ama in modo incondizionato, sa aspettare, senza fretta, che noi cresciamo sempre più nella consapevolezza di cosa possa voler dire Amare. Spesso ci raccontiamo la storia di essere autosufficienti, dimenticandoci che "il tralcio senza la vigna, curata dal vignaiolo, muore".


Preghiera

Il Vangelo di oggi (Mt. 20,1_16) ci invita ad amare così come Gesù ci ama. Il mondo segue la legge del "più do più mi aspetto, ma la legge del regno di Dio è come un'amorevole pioggia che si lascia cadere su tutta la vegetazione con generosità. Ogni pianta assorbe l'amorevole acqua a seconda della sua capacità di assorbirla. Il mondo misura tutto, ma davanti a Dio non siamo salariati, ma figli amati. La generosità del padrone della parabola sembra, a prima vista, togliere valore alle fatiche di chi arriva prima nella "vigna della vita". Gesù dà secondo il nostro bisogno di essere salvati, amati. Per chi pensa alla propria incapacità di cambiare, di crescere, di emanciparsi nell’amore, il Signore, che ci ha amati per primo, ci ricorda che non fa distinzione tra chi è arrivato prima e chi è arrivato ultimo. A Lui importa che tutti noi arriviamo alla consapevolezza che l’amore, quando è veramente tale, può solo donarsi.
Signore, aiutaci a rendere la nostra vita porosa al tuo Amore, perché possiamo rialzarci dalle inevitabili cadute e perché queste stesse cadute possano diventare strumento di crescita. Amen.


Commento

Le cipolle d'Egitto rimpiante ....fanno piangere... L'AMORE fa sempre sorridere alla vita.


Commento

"rimpiangono l'Egitto... ma dove ci hai portati, dicono a Mosè!" Rimpiangono la schiavitù invece di aprirsi al mare aperto del deserto. Spesso l'incognita del "nuovo" spaventa talmente da preferire lo stantio, il mortifero del vecchio.


Preghiera

Non so tu, ma quando affrontiamo cose importanti, quando ci spendiamo nell'amore, fa un po' meno caldo. Che il Signore ti protegga.


Commento

La morale, si sa, cambia con i tempi e varia fra le diverse culture, costumi, sensibilità e, in base a queste, promulga leggi, scritte e non scritte. Nuove consapevolezze, che nascono da sempre nuove scoperte scientifiche, le lotte per i diritti umani, portano le società a rivedere, di volta in volta, i vecchi giudizi etico/morali.
Ciò che è immutabile nel tempo è il messaggio di Gesù, grande rivoluzionario, che ha ribaltato la vecchia legge mosaica del "occhio per occhio..." per renderci consapevoli della legge delle leggi, quella dell'amore. Tale legge non punisce, ma perdona. Gesù introduce due comandamenti: 'ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e ama il prossimo tuo come te stesso". "Questa è la legge e tutti i profeti".
Il Signore ci ha dato molte indicazioni su cosa voglia dire amare: essere inclusivi con lo straniero, con il diverso, aiutare l'indigente, fare visita ai carcerati, avere cura di chi ci ha generato perché ci ha fatto dono della vita e la possibilità di evolverci in consapevolezza. Amare se stessi, amare il prossimo, è amare il Signore. Gli indiani d'America dicono: ama il prossimo tuo perché è te stesso.
Tante scienze sapienziali spingono in questa direzione. Le morali fatte di leggi, spesso troppo punitive, derivano dalla scarsa consapevolezza di chi siamo veramente. e mutano nel tempo. La morale, che si nutre della legge dell'amore, non punisce, non condanna. L'amore sa perdonare perché consapevole che ogni essere umano può cadere, ma può rialzarsi! In questa società narcisistica, egocentrica, sembra non esserci posto per chi sta fuori dal nostro orticello . Dimentichiamo, spesso, che siamo tutti fratelli/sorelle collegati alla radice divina. Solo chi si sradica dalla legge dell'amore perde la via di casa. Il Signore, che è Amore, Vita, Via, ci chiama per nome, uno ad uno e non ci confonde con la massa anonima, ci salva se ci affidiamo a Lui.


Riflessione

Gesù ci invita a rendere la nostra vita degna di essere vissuta, perché una vita viva, che si spende per una giusta causa, diviene una vita sovrabbondante. Se pensiamo ai grandi che hanno dato la vita per il bene altrui, e per questo proviamo per loro profondo rispetto ed ammirazione, allora comprendiamo che cos'è il vero capitale che si moltiplica.
Gesù ci richiama a stare attenti a concentrarci sull'accumulare denaro, cose, relazioni usa e getta, maschere che coprono la nostra incapacità di mostrarci per quello che siamo e che vorrebbero comprare i favori e la stima altrui. Il Signore sempre ci richiama a spenderci per il bene. Se riusciremo a spogliarci del nostro ingombrante e famelico ego e a donarci con amore e per amore, allora apparirà il Signore sul nostro cammino.


Riflessione

La donna cananea ha una profonda intuizione che smuove il cuore di Gesù che dice "Io sono venuto per i figli della casa d'Israele, non per i pagani, e tu pagana sei. Essa scopre la sovrabbondanza di Gesù, si mette in dialogo con Lui dicendo che anche i "cagnolini" possono cibarsi delle briciole che cadono dal tavolo della misericordia del Signore. Ecco che si attua il miracolo: Gesù felice della intuizione della donna che capisce chi Lui sia e di quello che è venuto a portare al mondo intero, rimane colpito da così tanta fede e la fede in Lui, la salva. Il ragionamento della donna è ineccepibile e la salva perché la apre al dialogo col Signore. Gesù non ha confini, non si fa intrappolare da questioni politiche o culturali, da motivi di etnia, dalla "diversità" che alberga dentro di noi spesso a nostra insaputa. Gesù è oltre tutte le divisioni che pone la razza umana, non si lascia intrappolare. E aspetta che ognuno di noi si accorga del suo amore per tutti, proprio per tutti.


Riflessione

In una società dove si assiste sempre più allo svuotamento dei valori che danno dignità all'uomo e alla donna, uno spirito libero che possa esprimere, dignitosamente se stesso e le proprie idee in autonomia, diventa sempre più un volto sfuocato, fino a scomparire. Importante non farsi travolgere da un pessimismo così totalizzante. Esistono Esseri Umani che, forti delle loro radici e di potenti ali per volare, sanno guardare al di là delle "colonne d'Ercole" e non si lasciano appiattire da sistemi che li vorrebbero servi decerebrati.
E noi? Cosa pensiamo noi? Gesù ci invita più volte, e non solo a parole, a scavare dentro di noi per trovare una consapevolezza che ci porta a sentirci tutti 'sulla stessa barca". Seguire Gesù, grande rivoluzionario che ha saputo dare la propria vita per portare un messaggio d'amore e quindi di salvezza, ci introdurrebbe ad assumerci maggiori responsabilità. La domanda è: siamo pronti ad andare contro corrente quando ci accorgiamo che tale corrente ci porta alla deriva e quindi all'annientamento di ogni valore che dà senso al nostro vivere? Siamo "servi che amano il bastone", perché come direbbe un grande, "temiamo il deserto?" oppure siamo disposti a percorrere la "libertà dello spazio aperto" che ci porta, come spiriti liberi, a trovare la verità che ci rende liberi? Il Signore ha dato la sua preziosissima vita per dirci: "Seguimi e troverai la pista, nel deserto, che ti renderà libero/ra, e quindi, la gioia dell'incontro con il Divino".


Riflessione

In una società dove si assiste sempre più allo svuotamento dei valori che danno dignità all'uomo e alla donna, uno spirito libero che possa esprimere, dignitosamente, se stesso e le proprie idee, in autonomia, diventa sempre più un volto sfuocato, fino a scomparire. Ma, non bisogna farsi travolgere da un pessimismo così totalizzante. Esistono Esseri Umani che, forti delle loro radici e di potenti ali per volare, sanno guardare al di là delle "colonne d'Ercole" e non si lasciano appiattire da sistemi che li vorrebbero servi decerebrati.

E noi? Cosa pensiamo noi? Gesù ci invita più volte, e non solo a parole, a scavare dentro di noi per trovare una consapevolezza che ci porterebbe a sentirci tutti 'sulla stessa barca". Seguire Gesù, grande rivoluzionario che ha saputo dare la propria vita per portare un messaggio d'amore e, quindi, di salvezza, ci introdurrebbe ad assumerci maggiori responsabilità. La domanda è: siamo pronti ad andare contro corrente quando ci accorgiamo che tale corrente ci porta alla deriva e quindi all'annientamento di ogni valore che dà senso al nostro vivere? Siamo "servi che amano il bastone", perché come direbbe un grande, "temiamo il deserto?" oppure siamo disposti a percorrere la "libertà dello spazio aperto che ci porterebbe, come spiriti liberi, a trovare la verità che ci renderebbe liberi?". Il Signore ha dato la sua preziosissima vita per dirci "Seguimi e troverai la pista, nel deserto, che ti renderà libero/ra e, quindi, la gioia dell'incontro con il Divino.


Preghiera

Gesù, fra le altre cose ci indica di scuoterci i sandali, là dove non siamo ricevuti. Portarci appresso, attaccati al cuore, risentimenti, rabbie che ci scorticano la vita procurano male a noi e a chi incontriamo sul nostro cammino. E allora, Signore, aiutaci a lasciare andare, aiutaci a concentrarci sul buono, sul bello che tu sei perché possiamo dirigere lo sguardo del cuore sull'amore che sempre ci doni. Amen


Commento

C'è una parabola che fa parte dell'utente del "loto" che racconta che la pioggia della legge cade su tutta la vegetazione: i piccoli arbusti, i medi arbusti, i grandi arbusti. Cade sui piccoli alberi, i medi alberi, i grandi alberi. Ogni pianta assorbe l'acqua dell'amorevole legge a seconda della sua capacità di farsi penetrare da essa. Il Signore, come amorevole acqua piove su tutti gli essere umani, su tutti gli esseri viventi. Noi, come esseri umani, abbiamo la responsabilità di dissodare il nostro terreno personale affinché il Signore penetri e faccia germogliare e poi fruttificare la nostra pianta.


Commento

Esiste una sapienza illusoria fatta di concetti, priva di reale curiosità per l'altro: un sapere che vorrebbe nutrire solamente il proprio ego, che per ovvie ragioni sarà sempre in perdita. Esiste la sapienza di un cuore aperto al proprio intimo e, conseguentemente, aperto all'altro da me. Riconoscere le proprie fragilità nell'altro ci renderebbe un po' più amorevoli e quindi un po' più umani. Esiste un'intelligenza povera di comprensione, che sfrutta il suo sapere, le sue intelettualizzazioni, per svalorizzare l'altro, per umiliarlo, evitando così di soffermarsi sulle proprie pochezze. L'ego può essere un padrone molto esigente. Esiste, anche, la sapienza del cuore che sa farsi grembo accogliente per le proprie e le altrui debolezze: questa è, secondo il mio intendere, la sapienza dei "piccoli". Gesù ci invita a lasciare tutto ciò che di futile, e quindi dannoso, ingombri la nostra vita e allora potremmo scoprire con meraviglia e gioia, l'aprirsi di una via nella foresta della nostra vita: quella che ci conduce a Lui.


Preghiera

Quando tutto sembra essere sconvolto, quando tutto sembra essere perduto, ecco che il Signore che guarda oltre la tempesta, placa le acque e ci ricorda che la fede in Lui ci salva. La barca, i sostegni effimeri ai quali ci affidiamo vengono meno. Ed ecco che chiamando Gesù dal profondo del nostro cuore, giunge la bonaccia del suo amore per noi e allora ricordiamo ancora una volta che c'è una volontà salvifica nella quale siamo immersi. Signore, aiutaci ad accrescere la nostra fede in te, sostienici nei sconvolgimenti della nostra vita per aprirci ad una dimensione più grande, quella della tua salvifica e amorevole presenza. Amen.


Commento

Ho trovato questa frase di don Giussani che legge benissimo il Vangelo di oggi, il mio preferito, quello della frase del centurione che viene ricordata a messa prima della partecipazione all'eucarestia. ("Uno sguardo": Il miracolo più grande, da cui i discepoli erano colpiti tutti i giorni, non era quello delle gambe raddrizzate, della pelle mondata, della vista riacquistata. Il miracolo più grande era quello già accennato: era uno sguardo rivelatore dell'umano cui non ci si poteva sottrarre. Non c'è nulla che convinca l'uomo come uno sguardo che afferri e riconosca ciò che esso è, che scopra l'uomo a se stesso. Gesù vedeva dentro l'uomo, nessuno poteva nascondersi davanti a lui, di fronte a lui la profondità della coscienza non aveva segreti. Don Giussani All'origine della pretesa cristiana cap.5 par.1 )


Preghiera

Gesù si avvicina al lebbroso e lo tocca, anche se la legge proclama che, così facendo, ci si contagia e si diventa impuri. Gesù entra in contatto con il nostro "male", lo condivide, non si tiene a distanza di sicurezza dal "contagio", lo assume su di sè per portare guarigione. Gesù ci indica di non fare proclami, ma di vivere il regno, perché solo così si può dare testimonianza del cuore guarito dalla sua parola.
Signore, aiutaci ad accrescere la nostra fede, perché guariti nell'anima, possiamo testimoniare il tuo amore per l'umanità. Amen


Riflessione

Il Vangelo odierno (Mt 7,6.12-14) ci conduce a riflettere sulla nostra postura psicologico/spirituale. Siamo capaci di decentrarci, rinunciando a gloriarci del suono delle nostre parole considerando chi abbiamo di fronte?
I Porci non peccano perché pestano le perle, semplicemente amano le carrube.
Spesso il problema siamo noi quando saliamo sul pulpito e proclamiamo cose che gonfiano maggiormente il nostro povero ego anziché essere motivo d'incontro reale con l'altro. Se, passando dalla porta stretta che implica la difficoltà di un percorso di crescita, riusciremo a creare relazioni significative, allora incontreremo Dio e la legge ed i profeti acquisiranno profondità e senso nelle nostre vite.


Riflessione

C'è uno scritto che proviene dal Buddismo che dice "chi accende una lanterna per sé, illumina il cammino anche a chi gli è vicino, sempre".


Riflessione

Mi ha sempre affascinato Il donatore felice, questo dipinto, questa sagoma/porta che si apre su un'ambiente accogliente, caldo. "Io sono la porta", entrate voi tutti che siete stanchi, oppressi ed Io vi ristorerò. E noi, siamo in grado di seguire l'esempio di Gesù e diventare porta di speranza e illuminare la nostra e l'altrui vita?


Preghiera

Che il Signore ci aiuti a scendere dal treno in corsa di un mondo illusorio per approdare alla consapevolezza del senso profondo e sacro della nostra vita: l'amore. Amen


Riflessione

Che cosa dirige la nostra vita? Abbiamo fede in Colui che, per amore ci ha creati, oppure vaghiamo come anime in pena servendo i padroni di questo mondo? Il mondo, spesso, ci propone banchetti succulenti che ci lasciano a stomaco vuoto. E noi, come criceti, continuiamo a girare nella stessa mortifera ruota, quando basterebbe saltare fuori dall'ingranaggio che ci imprigiona per scoprire in noi l'essenziale. Credere che continuare ad approvvigionarci ai vari banchetti che il mondo ci propone per non sentire il vuoto esistenziale, è una pia illusione. Come dice Monsignor Zuppi in dialogo con il professor Recalcati, la credenza non è fede. La credenza spogliata dalla fede è un illusorio contentino. Ma il Signore ha un progetto grande per i suoi figli. Il Signore ci dà il pane che ci nutre in eterno. Lui, l'Eterno, è il progetto e chi scoprirà in sé "il Dio progettante", che è amore, sarà salvo.


Preghiera

Il Signore ci dà istruzioni su come pregare: "non sprecate parole, come fanno i pagani". Il "Padre nostro" è la preghiera che contiene tutto quello che è veramente importante. Gesù ci dice che l'importante è la disposizione del cuore a farsi cavo, per accogliere lo Spirito divino in noi e Lui, che fa nuove tutte le cose, ci darà quello di cui abbiamo realmente bisogno.
Il nostro ego si nutre di parole superflue. Il Signore ama la purezza del nostro cuore.
S. Francesco si è spogliato degli abiti "del superfluo" per indossare la "nudità del cuore" e ha potuto assaporare la meraviglia di ogni cosa: il miracolo della vita, in ogni sua forma. "Solo se diventerete come bambini, entrerete nel regno dei cieli ".
Signore, aiutaci a spogliarci di tutto ciò che gonfia il nostro ego, per scoprire il noi la meraviglia del miracolo che siamo e del miracolo della vita che ci circonda. Amen


Preghiera

Oggi, Gesù ci indica una postura estremamente difficile: amare i nostri nemici. Ognuno, dentro di sé, alberga parti che vorrebbero creare ostacoli alla nostra crescita, alla nostra piena consapevolezza di chi siamo veramente. Dovremmo cominciare col guardarci dentro, col guardare agli ostacoli che si frappongono fra noi e il "cielo".
Spesso il primo nemico da amare siamo proprio noi stessi... Gli altri, fuori di noi, rappresentano quelle parti di noi che nascondiamo "sotto il tappeto", per poi proiettarle sul prossimo...
Aiutaci, Signore, ad avere consapevolezza delle nostre fragilità, in modo tale da rendere il mondo migliore. Amen.