«Amate e fate ciò che volete» (Sant'Agostino)
Se tacete, tacete per amore; se parlate, parlate per amore; se correggete, correggete per amore; se perdonate, perdonate per amore…
Oggi non ci sono più maestri: i giovani e le università non hanno più maestri, cioè persone che aiutano a riflettere. Un anno fa è morto Jürgen Habermas, l’ultimo grande intellettuale europeo. Il pensiero cattolico è stato fecondo fino al Concilio Vaticano II; oggi non c’è un pensiero che non si arrenda ai poteri del mondo: i Papi sono lasciati soli nella loro denuncia della guerra. C’è una convergenza fra censura ecclesiale e auto-censura del pensare teologico e culturale della fede (cfr. Meeting di Rimini 2026).
Ecco perché, nel mio blog, diffido dei cosiddetti intellettuali di oggi e mi ispiro all’Omelia sul capitolo 4 della Prima Lettera di Giovanni di Sant'Agostino: «Ama e fai ciò che vuoi».
Non si tratta di un salvacondotto per l’arbitrio individuale, ma del culmine di un’accurata anatomia dell’interiorità umana.
La vera libertà oltre il narcisismo
Oggi rischiamo di scambiare la libertà con la fluttuazione tra opzioni illimitate, con l’angoscia della scelta e con il narcisismo difensivo.
Per Sant'Agostino, «l’amore è la mia forza di gravità»: l’ordine psichico coincide con la salute mentale, mentre il disordine genera nevrosi. Il «ciò che vuoi» cessa di essere l’angoscia del «Super-Io» freudiano e diventa l’espressione di un sé pacificato.
Per Sant'Agostino, le regole esterne sono necessarie quando manca l’amore interiore. L’amore autentico («quod vis fac») non è oppressione del prossimo.
Ospedale da campo, non tribunale dei perfetti
Come possiamo correggere coloro che sbagliano senza cadere nell’autoreferenzialità o nel rigorismo privo di misericordia?
Sant'Agostino si oppone sia alla rigidità settaria dei Donatisti, sia alla pretesa di autosalvazione dei Pelagiani. La Chiesa non è una comunità di «perfetti» che giudicano, ma un ospedale da campo unito dall’amore di Cristo.
Se si guarda al cuore, si scorge l’amore nel rimprovero e la cattiveria nella lusinga. Sant'Agostino smantella il clericalismo e la rigidità moralistica. Ogni azione esterna non ha alcun valore in sé, ma lo riceve dalla radice profonda da cui nasce.
Il silenzio può essere una forma di punizione oppure un atto di custodia empatica… La correzione può nascere dal desiderio narcisistico di dominare oppure dalla cura per la crescita del fratello… Il perdono cessa di essere un dovere subito o un atto di superiorità del più forte sul debole…
Tacere per paura non è amore, correggere per rabbia non è amore, perdonare per convenienza non è amore. Un rimprovero fatto per amore edifica la comunità; un perdono concesso per inerzia la mortifica.
La verità nell'amore
«Fa’ ciò che vuoi…» non significa agire secondo l’impulso del momento, ma educare e orientare la libertà verso ciò che rende realmente la persona ricca di umanità. Sant'Agostino ci aiuta a riflettere sul rapporto tra libertà, desiderio e maturità affettiva.
Quando l’amore autentico diventa il centro della vita, le emozioni, i pensieri, le decisioni e i comportamenti possono trovare una maggiore armonia. La libertà non coincide con il semplice «fare quello che mi va», ma con la capacità di scegliere ciò che costruisce me stesso e gli altri. Amare significa riconoscere l’altro nella sua libertà e alterità: una libertà priva di responsabilità rischia di trasformarsi in arbitrio.
Purtroppo, nei social network, per esempio, è facile esprimere giudizi, diffondere disinformazione, reagire impulsivamente o aggredire verbalmente chi pensa diversamente. Cercare una comunicazione che non umili il fratello non significa rinunciare alla critica o alla verità. Amare non coincide con il buonismo, ma significa avere il coraggio di dire la verità, di porre dei limiti e di contrastare l’ingiustizia.
L’amore è il cuore della vita ecclesiale: uno spazio nel quale ciascuno possa sentirsi accolto, ascoltato e accompagnato, senza moltiplicare continuamente divieti e controlli… anche se non tutto è permesso in nome dell’amore. Non c'è amore senza verità, e nemmeno verità priva di amore.
L’amore non è semplicemente una delle tante dimensioni della vita cristiana: è il criterio che dà senso a tutte le altre.
2026-09-14