Il nuovo complesso parrocchiale, segno della fede della nostra comunità
Il capitolo 25 del libro dell’Esodo costituisce uno dei grandi riferimenti biblici in base al quale la nostra comunità si è impegnata in questi ultimi cinquant'anni circa, attorno a questi tre punti:
- L’esistenza di un ordine del Signore di costruirgli uno spazio sacro (la chiesa locale, attraverso cinque vescovi, ha interpretato oggi la Volontà del Signore)
- Una generosa offerta da parte della comunità
- La Promessa divina di abitare in quel luogo
Ognuna di queste indicazioni ha avuto la sua storia. Mi sembra legittimo trasferire queste parole dell’Esodo al nostro contesto ecclesiale. Il risiedere di Dio in quel luogo sacro è pura gratuità. Ricordate lo stupefatto interrogativo di Salomone davanti al Tempio da lui stesso costruito: "Ma veramente Dio abita sulla terra?".
La realtà urbanistica e lo sviluppo di Rapallo
La realtà urbana del Medioevo nasceva con un riferimento al sacro quale centralità urbanistica. Purtroppo lo sviluppo edilizio della "rapallizzazione" a macchia d’olio ha dato precedenza alla speculazione edilizia e ha trascurato i servizi dell'urbanizzazione secondaria, tra cui il complesso parrocchiale: nell’antichità l’abitato si costruiva attorno alla chiesa; a Rapallo (in periferia) prima hanno costruito le case dovunque, per constatare alla fine che per la chiesa non c’era posto (cfr. Luca capitolo 2, versetto 7).
Così a Rapallo si sono trascurati i luoghi con finalità collettive (la riduzione del danno urbanistico si sta realizzando recentemente, per esempio con scuole, marciapiedi, ecc.), le piazze, gli edifici pubblici, gli edifici di culto, il verde e lo sport, adottando il principio di lasciare piena autonomia all'iniziativa privata, che si muove soltanto quando c’è un utile finanziario.
In questo contesto è stata sofferta la ricerca di uno spazio per la nuova chiesa che non fosse in un ambito di assoluta marginalità, ma elemento di unità tra il centro storico e la periferia, come centralità urbana, dando un’anima alla ville nouvelle.
Una testimonianza per la comunità
Il nuovo complesso parrocchiale, anche se tardivamente, è stato costruito in dialogo con la società e la cultura contemporanea, e perciò in dialogo con la comunità civile. Dissipate le nebbie di quel momento storico, ci rendiamo conto che il nuovo complesso parrocchiale è una testimonianza di intuizioni felici che ha scosso una chiesa purtroppo sonnolenta, in un comune alla ricerca, piuttosto tardivamente, di essere al servizio del bene comune. È stata un'emergenza pastorale ed economica, con risorse finanziarie molto limitate, in un contesto ecclesiale inizialmente in opposizione e poi, senza esporsi, con indifferenza, in un orizzonte politico non sempre favorevole, in qualche momento decisamente ostile. Indubbiamente questo luogo, che ha ospitato questo spazio del sacro, gode della centralità rispetto al tessuto edilizio dell’intorno, in dialogo con la frammentarietà e fragilità del contesto urbano, come momento di pausa, di pace e di silenzio in un'organizzazione urbanistica caotica e frettolosa.
2026-09-10