Terza domenica di Quaresima 2026: la sete che ci abita

by don Aurelio

La terza domenica di Quaresima ci conduce dal monte Tabor al pozzo di Sicar. Se la Trasfigurazione ci ha mostrato la gloria di Dio, l’incontro tra Gesù e la Samaritana ci riporta alla verità della mente e del cuore dell’uomo. Al centro di questa liturgia c’è il simbolo dell’acqua: non solo quella che disseta il corpo, ma quella che risponde alla sete di senso, di amore e di verità. È il passaggio dalla ricerca di soddisfazioni superficiali alla scoperta di una sorgente interiore che non si esaurisce mai.

Letture dell’8 marzo 2026:
  • Esodo 17,3: Il popolo nel deserto ha sete e mormora contro Mosè; l’acqua scaturisce dalla roccia.
  • Salmo 94: Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
  • Romani 5,1: L’amore è stato riversato nel nostro cuore per mezzo dello Spirito.
  • Giovanni 4,5: L’incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo.
Queste letture mettono in luce la pedagogia del desiderio: Dio ci aspetta proprio lì dove sentiamo più bisogno, trasformando la nostra aridità in una sorgente di vita nuova.

Domande esistenziali e percorsi di riflessione
1) La sete e l’insoddisfazione

Il popolo nel deserto e la donna samaritana condividono la stessa esperienza: la sete. Una sete che è crisi di fiducia. La domanda terribile che pongono a Mosè: "Il Signore è in mezzo a noi, sì o no?", è la domanda che abita ogni nostra sofferenza. Spesso la nostra irritabilità o la nostra stanchezza nascono da un bisogno profondo che non riusciamo a identificare. Quando la vita si fa arida, quando mancano le certezze o il senso, la nostra sete spesso si trasforma in mormorazione. Riconoscere di avere sete è il primo passo per smettere di lamentarsi e iniziare a cercare davvero.

  • So dare un nome alla sete che avverto nel mio cuore in questo periodo?
  • Tendo a mormorare e a lamentarmi per ciò che mi manca, o cerco attivamente la sorgente del mio benessere?
  • Quando mi sento nervoso o insoddisfatto (magari dopo una giornata di lavoro o di tensioni in casa), cosa cerco per stare meglio? Mi accontento di lamentele sterili o provo a chiedermi di cosa ha realmente bisogno la mia anima?

2) La nostra quotidianità

La Samaritana torna ogni giorno allo stesso pozzo, ma la sua sete ritorna sempre. Anche noi cerchiamo spesso risposte che offrono solo sollievi momentanei: il successo, il possesso, l’approvazione degli altri. Gesù ci invita a guardare oltre queste soluzioni temporanee.

  • A quali "pozzi" attingo ogni giorno e che però mi lasciano ancora vuoto?
  • Ho il coraggio di ammettere che certe sicurezze materiali non bastano a darmi la pace?
  • Quali abitudini quotidiane uso come anestetico per non sentire il vuoto interiore (ad esempio: shopping compulsivo, eccesso di lavoro, scrolling infinito sui social)? Tutto questo mi dà veramente gioia o è solo un modo per non pensare?

3) La verità di fronte a se stessi

Gesù aiuta la donna a rileggere la sua storia (i cinque mariti come idolatrie del popolo ebraico). Non lo fa per giudicarla, ma per liberarla. La conversione passa attraverso l’accettazione della propria storia, fatta di errori e di fragilità, sapendo che Dio ci conosce a fondo e non ci rifiuta.

  • Ho paura che Dio (o gli altri) scoprano la verità su di me?
  • Riesco a guardare al mio passato e ai miei errori con onestà, senza lasciarmi schiacciare dal senso di colpa?
  • Nelle mie relazioni, quante maschere porto per paura di non essere accettato se mostrassi le mie ferite o i miei fallimenti?
  • Riesco a stare davanti a Dio senza trucco, accettando che Lui conosca già tutto di me e mi ami proprio così?

4) Il dono dell’acqua viva

Gesù offre un’acqua che diventa sorgente che zampilla per la vita eterna. Questo dono è lo Spirito Santo, è la grazia che cambia il modo di vedere il mondo. Chi beve di quest’acqua non è più un mendicante di amore, ma qualcuno che ha amore da dare.

  • Percepisco la fede come un dovere faticoso o come una sorgente che mi rigenera?
  • Sono consapevole che il valore della mia vita non dipende da ciò che faccio, ma dall’amore che ricevo da Dio?
  • Ci sono momenti in cui mi sento capace di affrontare le difficoltà con serenità e pazienza? Da dove proviene quella forza? Mi ricordo di alimentare quella sorgente interiore con la preghiera e il silenzio?

5) Dall’incontro alla testimonianza

Gesù siede stanco accanto al pozzo di Sicar: è mezzogiorno, l’ora più calda, l’ora in cui nessuno va ad attingere acqua per non esporsi al sole. Eppure una donna samaritana è lì… Gesù ribalta i ruoli: Lui, il Creatore, dice alla creatura: "Dammi da bere". La donna samaritana lascia la sua anfora al pozzo e corre in città a chiamare gli altri. Quando l’incontro con la verità è reale, nasce il bisogno spontaneo di condividerlo. Non è necessario essere perfetti per annunciare che abbiamo trovato qualcosa di prezioso.

  • Cosa sono disposto a lasciare al pozzo (quali pesi o vecchi schemi) per correre verso gli altri?
  • La mia testimonianza è fatta di parole o del riflesso della gioia che ho incontrato?
  • Se oggi dovessi raccontare a un amico cosa rende la mia vita degna di essere vissuta, saprei farlo con semplicità?
  • Riesco a essere una persona che, con la sua presenza, porta acqua fresca (speranza, ascolto, conforto) negli ambienti che frequento?


2026-03-07