by don Aurelio
Questa domanda sollecita una riflessione che ruota intorno al tema della banalità del mondo. L’ordinarietà in cui siamo immersi crea una sorta di schermatura difficile da penetrare. La salute e i soldi nascondono gli aspetti che contano nella nostra vita.
Spesso la domanda: "Come stai?" è priva di un significato reale, di un interesse per l’altro, di uno slancio sincero votato a oltrepassare questa mascheratura. Provate ad ascoltare la canzone di Vasco Rossi "Come stai", di Claudio Baglioni "E tu come stai", alcuni spot pubblicitari, ecc. Forse sarete aiutati a prendere sul serio questa domanda semplice, che viene rivolta come un rituale di saluto o una forma di cortesia alla quale spesso rispondiamo con quelle "frasi fatte" che tutti conosciamo.
Quando le parole vengono abusate, perdono di significato. Ricordate la frase lapidaria di Seneca: "Se stai bene, ne ho piacere, sto bene anch’io". Quando qualcuno ci guarda negli occhi e ci chiede sinceramente come stiamo, proviamo una sensazione di gioia che deriva dal sentirci riconosciuti, importanti, rilevanti, meritevoli. Se un’altra persona si interessa a noi, alimenta la nostra autostima.
Se vogliamo ricevere amore, dobbiamo prima darlo. Lev Tolstoj diceva che chi aiuta gli altri, aiuta se stesso. Pensare soltanto ai propri problemi rende esausti. L’interesse autentico per gli altri si trasforma spesso in un profondo benessere verso se stessi. Decentrarci da noi ci rende liberi.
Nella Bibbia incontriamo un Dio compassionevole che rappresenta la massima espressione dell’amore incondizionato e gratuito verso l’umanità accolta. "Come stai?" dobbiamo ripensarlo in questo orizzonte teologico di relazione "io-tu" per creare un "noi" unificante. Quando tentiamo di rispondere alla domanda "come stai?", pensiamo che non siamo "senza speranza e senza Dio nel mondo" (Ef. 2,12).
"Come stai?" "Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto" (Rom. 12,11-15).
2026-04-09