Pasqua 2026: dall'oscurità alla luce, il mattino della speranza
by don Aurelio
La Pasqua non è il semplice lieto fine di una storia triste, ma lo sconvolgimento della realtà: la pietra è rotolata, il sepolcro è vuoto, la morte è vinta. Non celebriamo un ricordo del passato, ma la presenza viva di un Dio che continua a risorgere in ogni vita che ritrova dignità e in ogni cuore che ricomincia a sperare. Pasqua è l'invito a non cercare il Vivente tra i morti, ovvero a non cercare la felicità nelle cose che svaniscono, ma a lasciarsi contagiare da una vita che non finisce più. Contesto delle letture (5 aprile 2026)
- Atti 10,34.37-43: La testimonianza di Pietro: "Noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute".
- Salmo 117 (118): "Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo".
- Colossesi 3,1-4: "Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù".
- Giovanni 20,1-9: La corsa di Pietro e Giovanni al sepolcro vuoto.
Domande esistenziali e percorsi di riflessione
1) La corsa verso l'ignoto
Maria Maddalena corre quando è ancora buio; Pietro e Giovanni corrono al sepolcro. C’è un’urgenza nel cuore di chi ama. Spesso la nostra fede è lenta, stanca, abitudinaria. La Pasqua ci chiede di ritrovare il passo veloce di chi cerca qualcosa (o Qualcuno) che può cambiare la vita.
- Cosa fa "correre" il mio cuore oggi? Sono spinto dal desiderio di Dio o solo dalle preoccupazioni quotidiane?
- Ho ancora la curiosità di cercare segni di risurrezione, o mi sono rassegnato a pensare che "nulla cambierà mai"?
- Se oggi dovessi fare una "corsa" verso qualcuno per portare una bella notizia o un gesto di pace, da chi andrei? Cosa mi impedisce di mettermi in moto subito?
2) La pietra ribaltata: l'impossibile che accade
La preoccupazione delle donne era: "Chi ci rotolerà la pietra?". Spesso ci sentiamo schiacciati da macigni enormi: fallimenti, colpe, situazioni bloccate. Pasqua ci dice che Dio ha già ribaltato quella pietra e che l'uscita è possibile, anche quando sembra umanamente impensabile.
- Qual è il "macigno" che oggi sento pesare sul mio cuore e sulla mia serenità?
- Credo davvero che la forza di Dio possa aprire varchi nelle mie situazioni più difficili?
- Quale "pietra" posso provare a spostare oggi nella vita di chi mi sta vicino? Posso aiutare qualcuno a liberarsi da un peso, un pregiudizio o una tristezza che lo tiene bloccato?
3) Vedere e credere oltre l'evidenza
Giovanni entra nel sepolcro, vede le bende e il sudario, e "vide e credette". Non vede Gesù risorto, vede solo dei segni della sua assenza-presenza. La fede pasquale è la capacità di scorgere la vita di Dio laddove altri vedono solo vuoto o sconfitta.
- Riesco a vedere i piccoli segni di bene che germogliano nel mondo, nonostante le notizie negative che ci circondano?
- La mia fede ha bisogno di prove schiaccianti o sa fidarsi dei segni discreti che Dio semina nella mia giornata?
- Se guardo alla mia realtà (casa, scuola, lavoro), riesco a trovare un segno di speranza che ieri non vedevo? Posso prendermi un momento oggi per ringraziare Dio per quella piccola "luce" ritrovata?
4) Cercare le cose di lassù nella ferialità
San Paolo ci invita a "cercare le cose di lassù". Non significa fuggire dal mondo, ma vivere le cose di ogni giorno (il lavoro, gli affetti, il tempo libero) con lo stile della risurrezione: con più amore, più onestà, più gratuità.
- Quanto i miei valori "di lassù" (giustizia, pace, amore) influenzano le mie scelte concrete di quaggiù?
- Vedo il mio lavoro e le mie relazioni come un'occasione per portare un po' di cielo sulla terra?
- Quale azione "risorta" posso compiere domani nel mio ambiente ordinario? Come posso rendere più "luminoso" e meno pesante il clima nel luogo in cui passo la maggior parte del mio tempo?
5) Diventare testimoni di una gioia contagiosa
Pietro dice: "Noi siamo testimoni". Il cristiano non è chi sa a memoria il Vangelo, ma chi lo rende visibile con la propria vita. La gioia della Pasqua non è un'emozione passeggera, ma una certezza profonda che si trasforma in coraggio di testimoniare.
- Chi mi incontra, percepisce in me la speranza di un risorto o la stanchezza di un rassegnato?
- Sento la responsabilità di raccontare, con i fatti più che con le parole, la bellezza dell'incontro con Cristo?
- Come posso essere un "testimone di gioia" questa settimana? C'è una persona triste o sola a cui posso dedicare un sorriso o una telefonata per farle sentire che la vita è fiorita di nuovo?
2026-04-04