Il sonno e la fede
Ho ricevuto un bel libro in regalo: Giovanni Cesare Pagazzi, In pace mi corico (ed. San Paolo 2021), e vorrei brevemente farlo conoscere anche a voi.
La Bibbia dedica molta attenzione al sonno, all’insonnia, alla sonnolenza, alla notte, al sogno.
Gesù riposa tranquillo perfino durante una tempesta sul lago e spiega la morte a partire dal sonno (cfr. "la bambina non è morta, ma dorme" - Mc 5,39).
Giuseppe ha le visioni perché ha dormito, e così profondamente da sognare, senza però perdere il sonno.
La moglie di Pilato manda a dire al marito di non occuparsi di Gesù, perché nel sonno era stata molto turbata da sogni.
"Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo" (Mt 8,20).
Ricordiamo anche il sonno di Pietro, Giacomo e Giovanni al Getsemani (cfr. Mt 26,40) e il sonno inventato a difesa delle guardie del sepolcro di Cristo (Mt 28,11).
Il contadino può dormire, ma il grano cresce ugualmente.
"In pace mi corico e subito mi addormento, perché tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare" (Sal 4,9 e Gb 11,13).
Fraternamente vi confido che l’insonnia mi accompagna ormai da molto tempo, sia per sofferte problematiche ecclesiali, sia per le preoccupazioni relative alla costruzione del nuovo complesso parrocchiale, e infine sia anche per le fastidiose apnee che ho risolto l’anno scorso con un dolorosissimo intervento chirurgico.
La preghiera narra la notte insonne di un credente (Salmo 77).
Ricordiamo il sonno che Dio fa cadere su Adamo (Gen 2,21), il torpore che investe Abramo (Gen 15,12), le dieci ragazze che aspettavano lo sposo ritardatario (Mt 25,1), il giovane che precipita dalla finestra durante una predica di Paolo (Atti 20,7).
Per tutti gli uomini dobbiamo constatare che dedichiamo al sonno un terzo circa della nostra vita e che la completa deprivazione del sonno ci permette di sopravvivere soltanto 10-15 giorni.
Il dormire somiglia alla morte.
Quando sei innamorato di una persona oppure sei appassionato a un grande ideale non riesci a dormire, perché la realtà è più bella dei sogni.
Perché si dorme? Non tanto per riposare, quanto per dimenticare.
Il mio problema è che quando dormo mi vengono i colpi di genio e quando sono sveglio i colpi di sonno.
Il sonno della ragione genera mostri.
I veri sognatori non dormono mai.
Sono andato a dormire talmente tardi e mi sono alzato talmente presto che per poco non incontravo me stesso nel corridoio.
Ogni sera quando vado a dormire è come se morissi. E la mattina dopo, quando mi sveglio, sono rinato.
Lascia dormire il futuro come merita: se lo svegli prima del tempo, otterrai un presente assonnato.
Avrei ancora tanto da dire, ma mi escono solo due parole: ho sonno.
2026-08-28