Stelle cadenti
Il 10 agosto si celebra la festa di S. Lorenzo e la notte delle stelle cadenti, con la fantasia di poter credere che un nostro desiderio possa realizzarsi al veder solcare il buio del cielo da una scia luminosa. È uno spettacolo di metà estate molto suggestivo. Anche per l’Apocalisse non è un presagio di sventura, ma un invito a lasciare alle spalle la paura, l’odio e la violenza. Nella tradizione biblica le stelle sono associate ad un atteggiamento di speranza per uomini assetati di verità. Nel racconto della nascita di Gesù (cfr. Mt 2,2) si parla della stella che i Magi seguirono fino a Betlemme. Già nel libro della Genesi Dio rivolge ad Abramo la promessa di una discendenza stellare (cfr. Genesi 15,5). Nell’Apocalisse con l’apertura del sesto sigillo (cfr. 1,16) si annuncia che senza sole, luna e stelle si ritorna al caos, costretti a scegliere tra vita o morte, e si attribuisce a Gesù il titolo di "stella radiosa del mattino" (22,16).
In questa data contempliamo un intreccio di scienza, di antiche mitologie e di simbolismo religioso. Gli antichi romani consideravano le stelle cadenti associate al mito di Priapo con sfumature... piuttosto hard. Con l’avvento del cristianesimo si scelse S. Lorenzo e la simbologia dei tizzoni ardenti del martirio del Santo associata alle stelle cadenti. Le stelle cadenti sono i lapilli sfuggiti dalla graticola su cui venne arso il diacono S. Lorenzo oppure le sue lacrime... Giovanni Pascoli nelle poesie "X Agosto" e "La cavallina storna" fa memoria dell’assassinio del padre con una fucilata il 10 agosto 1867. Le stelle cadenti sono le Perseidi, ovvero delle meteore composte da polvere e ghiaccio, provenienti dalla costellazione di Perseo. S. Gregorio Magno nel "Commento a Giobbe" XXXI,67-73 paragona le Pleiadi ai santi... "separati, ma congiunti dallo Spirito Santo".
Il simbolismo delle stelle cadenti e delle lacrime come dolore della Chiesa è una risposta psicologica allo smarrimento spirituale delle nostre comunità, proiettando le proprie paure e sensi di colpa sulla Chiesa che soffre.
Le stelle cadenti e la Chiesa che piange sono un segno profetico: una chiamata al pentimento, alla compassione e alla solidarietà verso chi soffre.
Il salmo 8 dice: "Se guardo il tuo cielo, la luna e le stelle che tu hai fissate...". Guardando il cielo, si pongono le grandi domande.
La parola "desiderio" viene dal latino desiderium, una parola composta dalla preposizione "de", che in latino ha una accezione privativa, e da "sidus-sidera", che significa stella, e quindi "mancanza di stelle". Recalcati riprende il concetto lacaniano del desiderio come mancanza originaria e motore della vita.
Credere significa "ascoltare, fidarsi e abbandonarsi". Per Recalcati il desiderio, come la fede, è una inquietudine incessante che mira sempre a qualcosa di nuovo, senza mai soddisfarsi completamente.
Da un punto di vista psicologico, i fenomeni celesti sono proiezioni dell’inconscio (Freud) e desideri originari dell’inconscio collettivo (Jung).
Il Manzoni sottolinea ironicamente come Don Ferrante sia schiavo delle sue stesse illusioni. Il suo sapere si fonda su paradigmi antiquati e sorpassati, su un sapere autoreferenziale...
Don Ferrante rappresenta il tipico erudito del Seicento che fonda la propria esistenza su una conoscenza fatua, superstiziosa e superficiale, senza valutazione critica...
che morirà di peste, credendo che l’epidemia fosse generata da un influsso malefico delle congiunture astrali: morirà nel suo letto imprecando contro le stelle inclementi (cfr. Capitolo 37 dei Promessi Sposi).
Sono grato al Manzoni perché ogni volta che parlo degli intellettuali mi rileggo questo bel capitolo 37, e ogni volta che parlo della carità nella Chiesa mi rileggo i capitoli XXV, XXVI e XXVII su Donna Prassede, famosa sposa di Don Ferrante: "Entrambi avevano poche idee, ma a quelle poche erano molto affezionati. Tra le poche idee, ce n’era per disgrazia molte storte; e non eran quelle che le fossero meno care...".
Donna Prassede poi "era una gentildonna molto inclinata a far del bene".
Donna Prassede e Don Ferrante sono rappresentanti emblematici rispettivamente di un atteggiamento religioso e di una cultura che il Manzoni condanna senza appello come aspetti della decadenza e dell’imbarbarimento della società seicentesca. E oggi...?
2026-08-08